III edizione

4, 5, 6 settembre 2015

Lo Straniero e le Nuvole

Il tema fa riferimento all’ospitalità e all’incontro con l’Altro e il suo titolo ha una chiara derivazione baudelairiana. Si guarda allo straniero come fonte d’interrogazione e dono di conoscenza, volgendo lo sguardo anche alla mutevolezza e all’indecifrabilità delle nuvole. Il viandante nel porsi in cammino incontra inevitabilmente la propria estraneità e viene spinto a investigare su questo fenomeno di confine. L’esperienza, se vissuta nella ricerca e nell’appropriazione di senso, condurrà alla figura dello straniero, nel suo più ampio significato. Questo, provenendo dall’esterno, pone inevitabilmente il problema dell’accoglienza, insieme a quello della minaccia: lo straniero da un lato sarà vissuto come un ospite, dall’altro come un nemico. Egli, infatti, è il portatore di un dono (la nostra identità si definisce nella relazione con l’estraneo), ma anche d’inquietudine (la sua presenza è vissuta spesso come una minaccia). Suscita in noi ammirazione e timore. Capiterà di chiederci, dinanzi a tanta diversità, quali sono le cose che egli ami di più. Fu proprio questo che Charles Baudelaire, poeta errante, chiese allo straordinario straniero, nel poemetto “Lo straniero”, e quell’uomo enigmatico rispose che non amava gli amici, la patria e l’oro, ma amava “le nuvole meravigliose che passano laggiù”. Le nuvole, che passano sulla nostra testa, sono anch’esse enigmatiche, indecifrabili, imprendibili, in continuo movimento come lo straniero. Nell’ammirare la loro forma, il loro colore, le loro movenze, proviamo a interrogarle, a carpirne un segno. Aprono squarci di luce e gettano ombre, volano nel cielo, nei disegni dei bambini e nei nostri sogni. Il nostro destino è legato alla loro rotta: dobbiamo imparare a decifrarle, a cogliere la loro mutevolezza, la loro minaccia, il loro linguaggio, la loro straordinaria erranza. In questa luce si potrà cogliere la polivalenza dello straniero e investigare il significato dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Autori ospiti

Carmen Pellegrino, scrittrice (Cade la terra); Daniele Biella, giornalista (L’angelo dei profughi, Nawal Soufi); Darinka Montico, viaggiatrice (Walkabautitalia); Fatima Mahfud, diplomatica del Fronte Polisario (L’autodeterminazione di un popolo); Paolo Mastroianni, scrittore (Midland Metro); Gal Alto Casertano (Cammini d’ Europa); Fabrizio Coscia, scrittore (Soli eravamo); Marco Neirotti, giornalista (Stazione di sosta); Antonio Biasucci, fotografo (Dal profondo); Silvio Perrella, scrittore (Doppio scatto); Ferdinando Camon, scrittore (La terra è di tutti); Maldestro, cantautore, (Non trovo le parole); Christian Carmosino, regista e produttore (In direzione ostinata e contraria); Emergency, associazione italiana indipendente (Progetto cliniche mobili per la popolazione migrante), Piero Verni, giornalista (Il paese delle nuvole bianche).

Con interventi di Giuseppe Castrillo, dirigente scolastico; Giuseppe Colangelo, critico letterario; Carla D’Alessio, scrittrice; Stefano De Stefano, giornalista; Francesco Garofano, fotografo; Alberico Bojano, storico; Anna Grillo, magistrato; Benedetto M. Iannitti, avvocato; Nicola Sorbo, consigliere nazionale Slow Food.

 

 

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