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Edizione 14



Strategia Comunicazione XIV Edizione – Festival dell’Erranza





Masterplan Strategico 2026

L’Inappartenenza e l’Ascolto

Piattaforma interattiva per la gestione della comunicazione del Festival dell’Erranza.
Trasformiamo il sito da archivio a esperienza, guidando il pubblico dall’isolamento digitale alla connessione reale di Piedimonte Matese.

29-30 Maggio

1. La Piattaforma (Sviluppo Web)

Questa sezione traduce i requisiti del Source Report per la pagina /xiv-edizione/ in prototipi interattivi. Lo scopo è mostrare come il sito web debba abbandonare la staticità per diventare uno strumento di “pre-ascolto”. Interagendo con gli elementi sottostanti, è possibile valutare le meccaniche di engagment progettate per far “abitare l’inappartenenza” all’utente prima ancora che il festival inizi.

Soundscape Board

Concept per l’introduzione immersiva. Un player minimalista che riproduce i suoni dell’erranza per preparare l’utente all’ascolto.


Silenzio

Ospiti “In Divenire”

Meccanica di sblocco progressivo per creare hype. Clicca sui blocchi lucchettati per simulare l’annuncio.

Ospite Annunciato
Filosofo

🔒

Da Svelare
Maggio 2026

Manifesto Interattivo

Sostituzione del blocco testuale statico. Passa il cursore sulle carte per svelare l’approfondimento concettuale (effetto hover).

01

Il Paradosso

L’ascolto autentico non richiede omologazione.

“Un ascolto che rispetta l’inappartenenza dell’altro crea paradossalmente una connessione più profonda.”
02

L’Antidoto

L’inappartenenza crea solitudine e distacco.

“L’ascolto attivo è il primo gesto per costruire ponti e ridurre il senso di isolamento. Accogliere senza giudicare.”
03

Il Rifugio

La poesia dell’inappartenenza.

“L’arte dell’ascolto inizia con l’ascolto interiore per non vivere con frustrazione la mancata integrazione.”

2. Roadmap della Campagna

L’architettura dell’informazione di questa sezione organizza le fasi operative della strategia social in una vista comparativa temporale. L’utilizzo di un diagramma di Gantt dinamico permette di capire come l’intensità e i temi (dal Silenzio al Richiamo) si accavallano avvicinandosi alle date del festival, garantendo una visualizzazione dei dati chiara per i responsabili marketing.

3. Matrice dei Contenuti Social

Per rendere esplorabile il piano editoriale su Instagram e TikTok delineato nel Source Report, ho progettato un sistema a tab. Questo evita di mostrare enormi blocchi di testo, permettendo all’utente di selezionare la fase di interesse e visualizzare immediatamente gli obiettivi, le tipologie di contenuto e i messaggi chiave specifici per quel momento temporale.



Dal 15 Aprile al 5 Maggio

Obiettivo: Generare curiosità attraverso il paradosso dell’inappartenenza.

Instagram Post/Reel

Grafica: Immagini minimaliste con molto spazio bianco. Un singolo elemento fuori posto.

Copy: “Ti sei mai sentito nel posto giusto, ma nel momento sbagliato?”

Reel: Primi piani di persone che chiudono gli occhi in luoghi affollati. Audio: Rumore bianco che sfuma nel silenzio.

TikTok Video

Video: POV “Quando sei a una festa ma la tua mente è altrove”. Filtri desaturati.

Audio: Suoni ambientali distorti che diventano improvvisamente nitidi (metafora dell’ascolto).

Festival dell’Erranza 2026

Visualizzazione strategica basata sul report di comunicazione.

XIV edizione

29, 30 maggio 2026

L’Inappartenenza e l’Ascolto

In una società omologata e distratta, l’inappartenenza e l’ascolto possono divenire un atto di resistenza culturale: non si imporrà la propria voce ma si accoglierà ciò che non ha ancora nome, ciò che proviene dall’Altro.

Se l’inappartenenza sarà la sospensione e la distanza, l’ascolto rappresenterà la possibilità di accogliere la sua voce.

Se l’inappartenenza si mostrerà come stasi creativa sul margine, l’ascolto diventerà il gesto radicale che fornirà risposta ad una scelta necessaria, ad un’accoglienza giusta.

Chi vive l’inappartenenza sarà disposto ad osservare dalla soglia  in modo che l’estraneità diverrà lo spazio privilegiato per cogliere gli elementi sfuggenti della molteplicità.

L’ascolto sarà quindi la terra segreta di chi non appartiene.

Pietro Condorelli & Underground5ET

Nato a Milano ma casertano di adozione, Pietro Condorelli, dopo aver ottenuto il diploma in chitarra classica e una laurea al DAMS dal 1980 svolge attività concertistica e professionale sia in Italia che all’estero. Ha collaborato con importanti esponenti del jazz internazionale come Jerry Bergonzi, Lee Konitz, Franco Cerri, Giulio Capiozzo, Gary Bartz, George Cables, Jimmy Woode, Fabrizio Bosso, Charles Tolliver, Bob Mover, Steve La Spina segnalandosi come uno dei migliori chitarristi jazz italiani.

Ha collaborato stabilmente, dal 1994 al 1996 con il noto gruppo di jazz e progressive rock degli Area. Nel 1997 ha vinto il referendum della critica “Top jazz” (Musica Jazz) come miglior nuovo talento Oltre alla carriera musicale ha al suo attivo un’intensa attività didattica, avendo svolto il ruolo di interprete e coadiuvatore in seminari di diversi chitarristi di fama internazionale come Mike Stern, Mick Goodrick, Jim Hall, Joe Diorio. Ha insegnato presso Siena Jazz dal 2000 al 2015. È inoltre titolare della cattedra di jazz presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Condorelli ha diretto la Feelix Big Band fino al 2020.

Tra gli album pubblicati, da ricordare ‘Guitar Style Journey’ (1996), ‘On my browser’ (1998), ‘Quasimodo’ (2000), ‘Easy’ (2005), ‘Visions’ (2022)[1] e ‘Native Language’ (2024).

Nel 2011 si aggiudica la prima posizione – per la categoria “chitarra jazz” – del Jazzit Award 2011, il concorso indetto ogni anno dalla rivista musicale Jazzit.

 

UNDERGROUND5ET

Underground è una formazione nella quale si alternano da anni i musicisti più significativi del panorama musicale casertano e napoletano. Sarah Adamo voce, affascinata dalle sonorità e atmosfere dalla musica jazz. Si forma al Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno e collabora, fra gli altri, con Alice e Nino Bonocore. Andrea Giuntini, al piano e alle tastiere, è un compositore ed arrangiatore e ha collaborato, fra gli altri, con Gianni D’Argenzio e Doralisa Barletta. Enzo Faraldo al basso, è un’indiscusso rappresentante del jazz casertano. Ha collaborato, fra gli altri con Fausto Mesolella, Jimmy Owens, Tony Scott, Giulio Capiozzo (Area). Raffaele Natale alla batteria, dopo gli studi con il maestro Francesco Nastro, ha collaborato con Ruben Rogers, Antonio Onorato, Giovanni Amato, Dario Deidda, Aldo Vigorito Sandro Ferrara alle percussioni, inizia la sua formazione con Rosario Jermano, percussionista di Pino Daniele e Fabrizio De Andrè. Si perfeziona alla scuola del percussionista Peppe Sannino e dà vita al progetto Roleplay insieme a Pietro Ventrone, Pietropaolo Veltre, Cristina Zeta e Domenico De Marco.

Mimmo Locasciulli

Nato in Abruzzo, ha vissuto a Perugia e a Roma, dove si è laureato in medicina presso Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Entrato nei primi anni ’70 nella “scuderia” del Folkstudio di Roma, raggiunse il successo di pubblico con l’Album “Intorno a trentanni” nel 1982. Nello stesso periodo ha suonato il pianoforte e l’organo Hammond nell’album Titanic di Francesco de Gregori. Ad esso seguirono “Sognadoro” e “Mimmo Locasciulli” (dal quale fu estratto il brano “Buona Fortuna” con cui partecipò al Festival di Sanremo 1985)

Fu di quel periodo anche la collaborazione con Enrico Ruggeri con il brano “Confusi in un playback” ed una fortunata tournee di concerti, immortalato nell’omonimo live. Dopo l’album Clandestina, avviò una collaborazione con Riccardo Rinetti, che produsse (Adesso glielo dico) ed i successivi 3 album, sempre più orientato verso sonarità Jazz.

Continuando sempre la sua carriera di medico parallelamente a quella di musicista, nel 2009 Locasciulli ha pubblicato l’album Idra, registrato a New York. Fra i collaboratori del cantautore abruzzese per questo album figurano ancora Greg Cohen e Marc Ribot; l’autore ha definito Idra “un disco tematico sulle più grandi difficoltà dell’uomo di oggi”[4].

Nel 2016 Mimmo Locasciulli ha celebrato quarant’anni di attività discografica pubblicando il doppio album Piccoli cambiamenti[5], contenente molte delle sue canzoni più note insieme ad altre che, nel corso degli anni, ne hanno caratterizzato il percorso artistico. Un solo inedito, dal titolo omonimo, che vuole essere uno sguardo dall’alto sui cambiamenti del nostro tempo, di quello che ci circonda e della musica che ne scandisce il ritmo. Per questo disco sono stati realizzati due videoclip promozionali, uno per la title track e una per il brano Confusi in un playback. Quest’ultimo brano, scritto ed interpretato originariamente insieme ad Enrico Ruggeri, vede questa volta la collaborazione del cantautore emiliano Luciano Ligabue.

In tutti questi anni Mimmo ha esplorato i più disparati mondi musicali, lasciandosi contaminare di volta in volta dal rock e dal pop, spingendosi fino allo sconfinamento nella musica elettronica, nel blues e nel jazz.

L’elenco dei nomi che lo hanno affiancato, o con i quali Locasciulli ha scambiato esperienze ed apporti è davvero da capogiro: Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri, Frankie hi nrg mc, Gigliola Cinquetti, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Piero Ciampi, Claudio Lolli, Paola Turci, Enrico Pieranunzi, Roberto Kunstler, Alex Britti, Goran Kuzminac, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Andrea Mirò, Alessandro Haber, e poi ancora Marc Ribot, Greg Cohen, Joey Baron, Büne Huber & Patent Ochsner, Lenny Picket, Willie Schwarz e molti altri ancora. Indifferente alle mode o alle sollecitazioni di mercato Mimmo Locasciulli ha seguito una sua personale strada musicale, fatta soprattutto di coerenza, ma anche di ricerca, di curiosità e di sconfinamenti in ambiti musicali diversi dal suo habitat artistico naturale. Con questa speciale dotazione egli si è conquistato, ed ancora conserva, un posto di primissimo piano nel panorama della canzone d’autore italiana.

Nel 2016 l’Associazione “Civilia – Cultura, parole e musica” gli assegna il Premio “Civilia – Canzone d’Autore”.

Nel 2022 ha rivisto l’album che lo portò al successo reinterpretandolo in Intorno a Trentanni – Revisited con la partecipazione di artisti come Eugenio Finardi, Brunori S.A.S. e Stefano di Battista.

Ha anche prodotto con la sua etichetta Hobo, producendo album di Stefano Delacroix, Goran Kuzminac, Alessandro Haber e Claudio Lolli.

X edizione

16, 17 settembre 2022

La Partenza e la Restanza

Il tema di questa edizione interesserà il Partire e il Restare, aspetti inseparabili e intrecciati alla storia dell’umanità.
L’uomo è continuamente in viaggio anche quando pensa di sostare.
Il sentimento della restanza stabilisce una relazione di reciprocità Leggi tutto