29, 30 maggio 2026
L’Inappartenenza e l’Ascolto
In una società omologata e distratta, l’inappartenenza e l’ascolto possono divenire un atto di resistenza culturale: non si imporrà la propria voce ma si accoglierà ciò che non ha ancora nome, ciò che proviene dall’Altro.
Se l’inappartenenza sarà la sospensione e la distanza, l’ascolto rappresenterà la possibilità di accogliere la sua voce.
Se l’inappartenenza si mostrerà come stasi creativa sul margine, l’ascolto diventerà il gesto radicale che fornirà risposta ad una scelta necessaria, ad un’accoglienza giusta.
Chi vive l’inappartenenza sarà disposto ad osservare dalla soglia in modo che l’estraneità diverrà lo spazio privilegiato per cogliere gli elementi sfuggenti della molteplicità.
L’ascolto sarà quindi la terra segreta di chi non appartiene.
Campagna di comunicazione degli alunni della 3ds – ISS De Franchis (Piedimonte Matese) per la quattordicesima edizione del Festival dell’Erranza

